“In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione” (Lc 6,12): contemplando Gesù che prega a lungo prima di scegliere i Dodici, abbiamo compreso che la preghiera è la sorgente da cui sgorga ogni altra opera. Essa sta al principio di ogni autentico rinnovamento personale ed ecclesiale: ci riporta all'essenziale, ci aiuta a comprendere la realtà in una luce nuova, ci dona il coraggio di intervenire ; vince ogni resistenza interiore e ci apre al servizio; contesta i desideri umani e ci pone nella via del Vangelo; purifica gli occhi e permette di vedere l'invisibile e misteriosa presenza di Dio negli avvenimenti della storia e nelle persone che ci stanno accanto. In un tempo segnato da grandi e gravi problemi bisogna ripartire da Cristo, la roccia sicura della nostra vita.

“Erano assidui e concordi nella preghiera” (At 1,14). Come la primitiva comunità anche noi abbiamo trovato nella preghiera l'invisibile filo che ci ha unito in una reale e feconda amicizia. Grazie ad essa abbiamo accolto la luce dello Spirito e ci siamo incamminati nella via del servizio. Anzi, fin dai primi passi, il Signore ci ha mostrato che la preghiera era essa stessa un servizio e ci ha chiesto di partecipare alla vita ecclesiale attraverso questo ministero nascosto ed efficace. La recita della Compieta ha segnato in profondità la nostra storia, in questo piccolo gesto vi era come racchiuso in germe tutto l'ideale che in seguito abbiamo compreso.

La preghiera dunque è una dimensione essenziale del nostro cammino, è un dono che qualifica la nostra vocazione e missione nella Chiesa.L'impegno dell'ascolto si traduce nella disponibilità a lasciarsi interrogare quotidianamente dagli appelli che Dio semina nella storia. La Parola che viene proclamata nella catechesi settimanale deve avere una speciale accoglienza in quanto orienta il cammino di ciascuno e dell'intera comunità. Chi rimane fedele a questo impegno scopre gradualmente che la Parola diventa l'unica forza, il fuoco che illumina e riscalda, il bastone a cui appoggiarsi, la roccia sicura, il porto tranquillo.