“ Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere ” (1Cor 3,6). La comunione è una dimensione che qualifica tutta la nostra esistenza. Prima di ogni iniziativa, di ogni gesto e di ogni parola, la nostra Fraternità è chiamata ad vivere in comunione e a costruire fattivamente la comunione ecclesiale. Vogliamo contribuire a creare nella Chiesa un clima di reciproca accoglienza e di gioiosa fraternità. Con santa Teresa vogliamo poter dire ogni giorno : “Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore” . Questo impegno non può rimanere una generica intenzione ma deve tradursi in fatti concreti. Non mancano le resistenze, troppo spesso il soffio della comunione viene gelato dalle reciproche diffidenze e dalla gelosie. La spiritualità della comunione nasce dal contemplare incessantemente il “mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto” . “A partire da questo sguardo – scrive ancora Giovanni Paolo II – viene compresa e vissuta ogni relazione fraterna: bisogna imparare a vedere ogni fratello nella luce dell'appartenenza all'unica Chiesa di Cristo. Nessuno diventa estraneo. Impariamo così a condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia” . Questa esperienza viene vissuta anzitutto all'interno della Fraternità, è qui infatti che impariamo a camminare nella via della comunione; per diventare poi lo stile con cui, ciascuno di noi e tutta la comunità, si relaziona agli altri fratelli nella fede e alle altre realtà ecclesiali. |