| OMELIA dei funerali | |
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"Davanti a Te" Vivremo con Lui 1. È triste accompagnare un amico con il quale abbiamo condiviso la fede e il desiderio del Regno, con il quale abbiamo lottato e sofferto per portare il Vangelo nel cuore della storia. Per lui abbiamo pregato, come Marta e Maria abbiamo detto: “ Signore, ecco, il tuo amico è malato ” (Gv 11,3). Abbiamo chiesto con insistenza di poter ancora godere della sua amicizia ma il Signore non ha ascoltato le nostre preghiere. “ Sia fatta la tua volontà ” (Mt 6,10). Sappiamo però che la morte non è l'ultima parola, lo dice il profeta annunciando il tempo della restaurazione di tutte le cose: “Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8). Tu lo sai, o Signore, che noi crediamo alle tue promesse, le nostre lacrime non sono il segno della mancanza di fede ma dell'affetto grande che abbiamo nutrito per il nostro amico. Le lacrime nascono in quella regione misteriosa dell'umana esistenza dove regna l'amore. 2. Nella celebrazione esequiale, rivestita di dolore e di quelle umanissime domande che nascono dal precoce distacco, la Parola di Paolo risuona in tutta la sua forza, sembra un grido che zittisce ogni altra parola: “se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui , sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più ; la morte non ha più potere su di lui” (Rm 6, 8-9). Se Cristo ha vinto la morte, una volta per sempre, non dobbiamo più aver paura della morte. Cristo ci ha liberato dalla paura di morire perché ci dona la possibilità di partecipare alla pienezza della vita. La morte così diventa solo un passaggio , doloroso senza dubbio, ma carico di struggente attesa. Non sappiamo cosa ci attende ma sappiamo chi ci attende. “ Saremo sempre con il Signore ” (1Ts 4,17), dice Paolo. La beata eternità non è fatta di cose ma di 3. Ma il dolore del distacco non può soffocare la fede che oggi sentiamo di dover proclamare ad alta voce. “Ci hai fatti per te – scrive Sant'Agostino – e il nostro cuore è inquieto fino a quando non riposa in te”. Ed ora finalmente il nostro amico contempla quel Volto che ha cercato per tutta la vita. Scrive Paolo: “ Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia ” (1Cor 13,12). Non è forse questo il fine della nostra esistenza, non siamo stati creati per amare e servire Dio in questa vita e vivere in comunione con Lui per tutta l'eternità? Quello che sembra una disgrazia nella luce della fede diventa una grazia. Mimmo non ci ha lasciati ci ha preceduti . La morte è segno della fine. Ma Dio ha trasformato la morte di aurora di vita eterna, quello che era l'ultimo passo dell'esistenza è diventato il primo passo di una nuova esistenza. Arriviamo dinanzi alla soglia come neonati. Un uomo giusto 4. La celebrazione delle esequie non contiene alcun giudizio né di assoluzione né di beatificazione. È solo la manifestazione della maternità della Chiesa che accompagna i suoi figli dal concepimento alla morte. È un gesto di misericordia con il quale affidiamo alla bontà di Dio ogni suo figlio. E tuttavia, come possiamo chiudere gli occhi dinanzi splendida testimonianza di vita cristiana che Mimmo ha saputo dare nel corso della sua esistenza? Non si tratta forse di quella santità nascosta nel quotidiano che la Chiesa propone a tutti i battezzati? Non possiamo nascondere quello che di bello e grande Dio ha compiuto nella vita di un uomo. Questa celebrazione diventa così un Magnificat , un canto di lode a Dio per tutte le meraviglie che ha compiuto in un uomo. Tutto infatti nasceva dalla preghiera, dall'amore appassionato per l'Eucaristia e per la Vergine Santa. È passato dallo stato di coscienza a quello di incoscienza mentre recitava il Rosario, insieme ai familiari e agli amici. 5. Se dovessi racchiudere in una frase biblica la vita del nostro amico non avrei dubbi, direi che è stato un “ uomo giusto ” (Mt 1,18), nel senso biblico, un uomo di una grande rettitudine interiore che in ogni cosa ha cercato la volontà di Dio. Uno che ha vissuto con una docilità e una generosità che non possiamo non ammirare. Sempre pronto, sempre disponibile. Uno che ha preso sul serio il Vangelo. Non si è mai tirato indietro. Ha sempre fatto tutto quello che gli è stato chiesto ed ha desiderato quello ce per diversi motivi non è riuscito a fare. Non è stato certo di quelli tiepidi di cui parla l'Apocalisse (Ap 3,16). Inutile fare la lista delle ministeri ecclesiali, a cominciare da quello di sposo e padre. Noi che siamo qui lo abbiamo conosciuto e sappiamo bene. Dovremo scriverlo, però, per gli altri, per quelli che non hanno avuto la grazia di conoscerlo e che hanno il diritto di sapere cosa vuol dire farsi santi nel crogiuolo dell'esistenza. 6. La vicenda di Mimmo e della sua famiglia testimonia la grazia e la forza che i credenti ricevono dallo Spirito nel tempo della prova. Mimmo aveva da tempo dimenticato se stesso, la sua vita era tutta vissuta nel servizio. Quando è iniziato il calvario, un anno fa, avendo dato sempre tutto, gli ho chiesto di offrire anche il dolore, la cosa più preziosa che in quel momento possedeva. Gli ho affidato alcune particolari intenzioni. Lo ha fatto con gioia e con straordinaria fedeltà. Il cammino verso la soglia della vita è stato oscuro e doloroso , come per tutti, ma è stato sempre illuminato dalla fede. Fino all'ultimo respiro. Chi gli è stato vicino ha potuto notare quali erano le sue preoccupazioni, nonostante la dura lotta con il male che aggrediva il suo corpo. Accanto alla sua famiglia, custodiva un particolare affetto per i fratelli nella fede che il Signore gli aveva fatto incontrare. Ha vissuto l'appartenenza alla Fraternità con un'ingenuità che non poteva non lasciare stupiti chi gli stava più accanto. 7. La nostra consolazione è quella di poter ancora dare del “tu” ai nostri defunti . Essi vivono in Dio e, nella misura in cui siamo in comunione con Dio, saremo in comunione anche con loro. La nostra amicizia non si nutre solo di ricordi ma anche di attese, non siamo condannati solo a cercare negli archivi della memoria ma possiamo coltivare il desiderio di incontrarlo nuovamente. Quando Dio vorrà. Non solo, la memoria del passato e il desiderio del futuro non soffocano il presente. sappiamo che la morte non spezza la nostra amicizia, anzi la rende ancora più forte perché non più soggetta agli affanni della vita e ormai legata solo all'avvento del Regno. Egli infatti ora non desidera altro che quello che Dio vuole e cioè che venga il suo Regno. Se cercheremo il Regno di Dio con tutte le forze (Mt 6,33) troveremo in Mimmo un prezioso alleato e un amico fedele. Insieme a lui potremo fare tante altre battaglie. Suonerò per te 8. “ Suonerò per te sull'arpa a dieci corde ” (Sal 143,9), dice il salmista. Sappiamo tutti quanto era importante per lui il canto, soprattutto quello liturgico. Mi piace pensare che appena arrivato in Paradiso, il nostro amico ha chiesto una chitarra. Voleva dedicare un canto alla Vergine che durante la sua vita ha teneramente amato con amore filiale. Chissà, forse non ne hanno trovate. Ed ora sarà costretto a imparare la cetra. State certi che con essa ci accoglierà quando anche noi saremo chiamati a varcare la soglia. E sarà una festa senza fine. |
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