19 settembre 2008 "Coniugi Giordano in missione in Ucraina"

Carissimi,

qui siamo agli sgoccioli della nostra missione. Fra due giorni partiremo per l’Italia. Attraverseremo la catena montuosa dei Carpazi, nell’Ucraina sud-occidentale, e poi passeremo per l’Ungheria e l’Austria. Faremo tappa a Leopoli, Vienna e Bologna. Il 26 settembre dovremmo arrivare a Salerno, dopo circa 2.700 Km di viaggio (200 Km in meno del viaggio di andata).

Che dire di questi due mesi trascorsi lontani a casa? La Grazia del Signore ci ha costantemente accompagnato facendoci incontrare persone generose e situazioni favorevoli.

Primo fra tutti padre Jan Slepowronsky, il parroco di Bar, che ci ha aiutato in mille modi. Ma anche mille altre persone, grazie alle quali il nostro soggiorno è stato abbastanza agevole e che ci hanno aiutato nella nostra missione.

Anche se non è mai possibile misurare i frutti di un lavoro di sensibilizzazione, specie in un breve periodo, possiamo almeno raccontarvi le nostre impressioni.

Sul versante del cammino spirituale della Fraternità di Emmaus vi sono una quindicina di persone (per lo più spostate) della parrocchia di Bar interessate ad iniziare un percorso di comunità. Con molte di queste abbiamo fatto amicizia, stando insieme a cena o per il te. Abbiamo anche realizzato due incontri di catechesi, per presentare la spiritualità di Emmaus (il primo l’ha tenuto direttamente don Silvio, durante la sua permanenza di fine agosto). Da stasera a domenica mattina con alcuni di loro ci recheremo nel Santuario Mariano di летичів (si legge “Leteciv”) che sarà curato da me e Carmela (con la traduzione di sr.Teresa Katerenchuk) e da padre Jan.

A questo incontro parteciperà anche padre Pietro, un giovane sacerdote diocesano, parroco di тулчин (si legge “Tulcin”), una paese a 180 km da Bar (ma sempre della stessa diocesi), interessato a conoscere meglio la nostra spiritualità, onde valutare la possibilità di proporla anche ai suoi parrocchiani. Altri sacerdoti incontrati in questo periodo hanno manifestato interessamento verso la nostra proposta. Ovviamente si tratta di primi passi ed è ancora tutto da sviluppare.

Per quanto riguarda le attività del Progetto Famiglia nel campo dell’infanzia abbandonata le cose sono andate anche meglio. Qui a Bar, dove già da un anno siamo riusciti a far nascere un gruppetto di famiglie affidatarie. Dopo le prime esperienze realizzate a cavallo della primavera scorsa, il gruppetto si è allargato e consolidato. Le famiglie si incontrano una volta al mese e da inizio settembre ha iniziato a collaborare anche una psicologa volontaria. In autunno inizierà un percorso di accoglienza part-time (2 week-end al mese e nelle festività) di 10 bambini e ragazzi provenienti dall’Internat Korchunok. Sarebbe bello poter fare anche esperienze di affido a tempo pieno, ma la legislazione e la burocrazia ucraine di fatto permettono di fare affido solo alle persone benestanti.

In questi due mesi abbiamo incontrato anche altri parroci e famiglie per proporre loro l’esperienza dell’affido. Due parrocchie in particolare sono state molto interessate: гвардиск (“Hvardisk”) e донаивці (“Donaivzi”). In entrambe si sono rese disponibili 4-5 famiglie. In autunno faranno alcuni incontri di formazione iniziale. Se tutto fa bene a cavallo del periodo natalizio inizieranno le accoglienze. Nella prima parrocchia è stata già individuata anche una psicologa volontaria, disponibile a collaborare.

Accanto alla rete delle famiglie affidatarie resta presente e ben funzionante quella delle Case Famiglia. Insieme con il gruppo di volontari del Progetto Famiglia che sono venuti a trovarci tra il 4 e l’11 settembre, abbiamo visitato le quattro Case Famiglie sostenute dall’associazione tramite le adozioni a distanza di benefattori italiani (negli ultimi tre anni abbiamo inviato oltre 30.000,00 euro). Paragonate agli Internat queste case sono delle oasi di pace e serenità ed ai bambini è realmente offerta la possibilità di crescere sereni e di sentirsi a casa (basti pensare che le suore che le gestiscono, in abiti borghesi, vengono chiamate “mamma” da più di un bambino).

La venuta di fra Massimo Squitieri, in rappresentanza del Progetto Famiglia VITA, nei giorni 4-11 settembre ha offerto l’occasione di iniziare i primi passi nel campo del sostegno alla maternità e della promozione/protezione della vita nascente. Abbiamo visitato l’unica casa d’accoglienza per ragazze madri presente in Ucraina, alla quale abbiamo portato un’offerta di 1.500,00 euro (già altri 2.000 li avevamo dati l’anno scorso). È stato bello conoscere la piccola Alexandra (di cui trovate allegata la foto), di 8 mesi, che non sarebbe nata se la sua mamma non avesse trovato accoglienza nella Casa durante la gravidanza. Con le suore missionarie (è una congregazione polacca) che gestiscono questa Casa, nei prossimi mesi si cercherà di intensificare il rapporto di collaborazione.

Accanto a ciò è stato possibile incontrare alcuni volontari impegnati nel campo PRO-LIFE sia a livello nazionale che locale. In particolare poiché proprio nella parrocchia di Bar si trova un ospedale in cui vengono praticati circa 1.000 aborti l’anno, insieme con padre Jan si cercherà di organizzare un gruppo di volontari per la vita e di intessere con la direzione dell’ospedale un rapporto di collaborazione.

Concludiamo estendendo a tutti una considerazione personale che già abbiamo avuto modo di comunicare ad alcuni amici in occasione di qualche telefonata o di qualche scambio di email. Per la nostra famiglia questa esperienza è stata una grazia del Signore. Qui ci troviamo benissimo, e se non fosse per la scuola dei bambini e per gli impegni che abbiamo in Italia, avremmo prorogato la nostra permanenza qui almeno fino a gennaio 2009. Ad ogni modo già ci stiamo organizzando per poter ritornare in Ucraina durante le festività natalizie (adeguatamente attrezzati, visto che si prevedono temperature tra i – 20°C ed i – 30°C).

Pace e bene a tutti e … до побачиня (che si legge “do pobacenia” e significa “arrivederci”).

MARCO e CARMELA (e Myriam, Gennaro e Carletto)

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