22 giugno 2007
Anche questa volta il buon Dio ci ha donato senza risparmio emozioni, gioie, sorprese, sofferenze… tutto, rendendo tutto unico, incredibilmente speciale. Ma andiamo con ordine, come al solito quando si arriva a termine di una gravidanza ci si prepara ad un evento grandioso…tutto pronto in macchina (borsa sala parto, borsa sala travaglio, pieno a tappo per qualsiasi inconveniente), cellulare controllato ogni 10 secondi nella paura che qualcosa accadi, ed invece, il buon Dio opera sembre nei modi più strani… ed ecco che ad un monitoraggio venivamo invitati ad un ulteriore controllo. Agnese veniva anche per questa gravidanza ricoverata in anticipo e senza dolori, e quindi anche questa volta mi scampavo la fatidica corsa per raggiungere l'ospedale. L'attesa però questa volta era diversa: avevo il piccolo Salvatore con me. Quell'angioletto tutto pepe avvertiva che qualcosa stava per accadere, ma non ci faceva capire; di sera quando lo portavo in ospedale, gioiva nel dare i bacetti a mamma, e poi, eccolo ritornare a correre per tutto il reparto, con mia grande gioia e di tutto il reparto. Al ritorno a casa, poi, cercavo di spiegargli il miracolo che attendavamo nella nostra vita (ma chi lo spiegava a me?!?) Quando sono iniziati i dolori, mentre andavo in ospedale, non riuscivo a capire quello che stava per succedere: Salvatore era nato da poco, dovevo avere nella mente ben chiare le cose a cui da li a qualche ora ci sarebbero accadute, ed invece guidavo e mi sentivo come se fosse la prima volta, come chi non sta capendo niente, e la piccola Viviana aspettasse il suo paparino per venire al mondo. In ospedale, quando poi i dolori si fecero più forti (e ringrazio ancora oggi il buon Dio per avermi fatto rimanere tutto il tempo accanto al mio dolce amore) e agnese sentiva la schiena rompersi, io entravo nel mio solito stato confusionale e l'accarezzavo, cercavo di sussurrarle cose simpatiche e romantiche, che anche in quel momento era così bella, così unica, così Agnese… a qualcosa servivano quelle parole, ma poi riecco la contrazione e via un altro dito della mia mano rotto o un morso. Ma andava bene così, quelle urla di dolore da li a poco si sarebbero trasformate in urla di gioia, in lode. Quando siamo entrati in sala parto (la nostra era Magnolia) ed ad Agnese era stata fatta l'epidurale, tutto era diverso, tutto diventò leggero. Sapevamo che di li a poco un nuovo miracolo sarebbe accaduto nella nostra vita, ma non riuscivamo a capire nulla. Io mi sentivo solo preso dal desiderio di stare accanto ad Agnese e di accarezzarla, coccolarla (veramente lei non mi sembrava proprio così contenta!!!), quando poi, ecco che l'ostetrica ci disse che bisognava spingere. Viviana venne alla luce… il parto era stato difficile perché la piccola aveva un braccio sul viso ed era un po' sofferente, ma la dolce Agnese è stata bravissima. I momenti successivi al parto sono stati terribili, la piccola viviana non piangeva e accanto al letuccio dove era stata appoggiata c'erano tanti medici che erano preoccupati. Non dimenticherò mai lo sguardo con cui Agnese osservava quella scena, la paura di una mamma per una figlia che sentiva in difficoltà. Ma poi, ecco il suo grido e tutto si è risolto. Era stupendo stare in quella sala parto, dove mentre i dottori “ rimetevano a posto” la mia Agnese io ero con la piccola viviana al calduccio di una lampada, e ci guardavamo come tre innamorati. Le ostetriche cucivano.. e noi lodavamo Dio per questo nuovo miracolo che aveva compiuto nella nostra fragile vita. Dalla sala parto abbiamo voluto inviare a tutti gli amici un messaggio di gioia: Viviana era nata. Che bello quando i dottori ci hanno lasciati soli: Viviana per la prima volta si attaccava al seno e creava quel rapporto unico d'amore tra la madre e la figlia. Da quando siamo tornati a casa è bellissimo vedere la bella Agnese con qualche chiletto di troppo e con la faccia sempre assonnata perché la pupetta non la fa dormire di notte, è stupendo vedere Sasà che chiama viviana bimba (chiama tutti i cugini e gli zii, ma viviana per lui è impronunciabile), è magnifico andare al lavoro come uno zombi e prendere quei 10 caffè al giorno cercando di non far vedere che potresti dormire tranquillamente in piedi stile cavallo, è impensabile andare a messa tutti insieme e cercare di capire qualcosa. Tutto questo immenso tesoro il buon Dio l'ha meso nelle nostre mani! tutto questo lo poniamo ai piedi del suo altare perché sia come Lui vuole. Maria, madre di infinita bontà, accompagni questo nostro vivere alla ricerca della piccola Santità che il Padre ci dona di vivere. La Fraternità guidi il cammini di questa porzione di Chiesa che è stata chiamata a vivere distante. Amen. In Cristo |