Carissimi,
eccomi finalmente ad inviarvi alcune notizie sul nostro soggiorno in Ucraina.
Partiti il 25 luglio da Salerno, abbiamo percorso 2.910 Km, passando per l'Austria, la Germania, la Repubblica Ceca e la Polonia, per arrivare nella cittadina di Bar (circa 50.000 abitanti, di cui 5.000 cattolici), nell'Ucraina occidentale, dove siamo ospiti della parrocchia.
Il viaggio è durato ben sei giorni e mezzo perché, in verità, al fine di conciliare il tutto con le esigenze ed i ritmi dei nostri bambini, abbiamo alternato un giorno di viaggio con uno di pausa completa. È così che il tutto si è parzialmente trasformato in una piacevole vacanza.
La prima sosta l'abbiamo fatta il 26 luglio in Trentino Alto Adige (nel paesino di Tiarno di Sopra, nella Valle di Ledro, a 25 km da Riva del Garda) dove siamo stati ospitati da Gioacchino e Daria, una bella coppia della nostra età, con ben cinque figli.
La seconda sosta è avvenuta il 28 luglio a Praga, in un piacevole ed economico albergo, dedicato ad Edith Stain, dove al prezzo di una camera tripla ci hanno dato un mini-appartamento (due camere, con cinque posti letto complessivi, soggiorno-cucina, ingressino e due bagni). L'ultima tappa l'abbiamo fatta il 30 luglio a Leopoli, ospiti di una comunità di suore della
Congregazione delle Figlie del Purissimo Cuore di Maria (la stessa congregazione che gestisce due delle quattro case famiglia per minori che noi abbiamo adottato a distanza).
Durante tutto il viaggio il tempo è stato bello! I bambini ci hanno dato "filo da torcere", ma con il sistema delle tappe siamo riusciti a rendere la cosa piacevole ed interessante. Soprattutto, e qui c'è del miracoloso, NON CI SIAMO MAI PERSI (!!!), nonostante che il navigatore satellitare non abbia funzionato e che nel penultimo tratto (da Praga a Leopoli), delle ben 15 ore di viaggio, una decina le abbiamo fatte di strada normale (non essendovi autostrade in buona parte del tratto fatto in Polonia ed in Ucraina) con tanto di incroci, deviazioni, etc.
A Bar siamo dunque arrivati la sera del 31 luglio, stanchi ma contenti!!!
Ad accoglierci è stato il parroco, padre Jan Franciszek Slepovronsky, sacerdote polacco da 16 anni in missione in Ucraina. Già da Leopoli ci ha inoltre accompagnato la nostra cara sr. Teresa Katerenchuk, che conoscendo bene sia la strada che la lingua italiana, ha semplificato di molto l'arrivo ed i primi contatti con la realtà locale. Sr. Teresa è inoltre rimasta con noi per i primi sette giorni (cioè fino a ieri mattina), introducendoci nello studio
della lingua Ucraina ed aiutandoci in una serie di faccende pratiche (come fare la spesa, la benzina, andare in farmacia, ...).
Come ci troviamo qui? A parte la difficoltà della lingua (roba da uscir matti!!!) ed un certo numero di insetti che costantemente entrano dalle finestre o spuntano (soprattutto ragni) dai pavimenti e dai mobili, ci troviamo benissimo.



Il parroco e l'intera comunità parrocchiale sono estremamente accoglienti. In particolare alcune famiglie del posto (tra cui un paio di quelle che hanno fatto esperienza di affido) ci sono già venute a trovare più volte. La casa che il parroco ci ha messo a disposizione è di oltre 200 metri quadrati, con tre camere da letto (a casa nostra a Salerno ne abbiamo due!!!), bagno, cucina abitabile ed ingresso. Abbiamo anche il giardino (stupendamente fiorito) e l'orto, dal quale possiamo prendere a piacimento verdure, ortaggi e frutta. Di tanto in tanto qualcuno ci
bussa alla porta per regalarci miele, uova, pane, . I bambini stanno facendo una bella esperienza: il viaggio, la casa nuova, l'orto, i numerosi bambini figli delle famiglie che ci vengono a trovare, tutto contribuisce ad un ricco e positivo svolgersi delle cose.
Per me e Carmela le giornate sono molto piene: i bambini, la casa, lo studio della lingua, la preghiera, gli incontri con persone varie (per conoscere meglio la realtà locale, per
sviluppare i progetti di sostegno all'infanzia abbandonata già avviati dal Progetto Famiglia e per capire come proporre in loco il cammino di fede della Fraternità di Emmaus), un po' di lavoro arretrato portato dall'Italia. Non mancano ovviamente i timori, le difficoltà, gli
imprevisti.
Ci sentiamo molto piccoli, ma anche molto sostenuti. Ci affidiamo continuamente al Signore, che sempre ci accompagna con generosa attenzione. Chiediamo a tutti voi di dedicarci parte delle vostre preghiere.
Fraternamente, MARCO, CARMELA, MYRIAM, GENNARO e CARLO
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